Sardegna Chiama Sardegna

Non possono esserci ambiguità. Oggi il popolo palestinese non si sta estinguendo in modo naturale e ineluttabile. L’opera di pulizia etnica e genocidio portata avanti dallo Stato di Israele è uno dei più grandi progetti coloniali della storia contemporanea. Parlare di “conflitto” significa tradire la realtà.

Dunque, non si può condannare il genocidio senza condannare il colonialismo. Non si può difendere il diritto alla vita di un popolo e, allo stesso tempo, legittimare l’occupazione che lo opprime. Ogni ambiguità, ogni silenzio, è complicità.
Francesca Albanese ricorda che nessuno è libero finché non saranno liberi tutti. I palestinesi, oggi, non sono liberi. Subiscono un regime che combina occupazione permanente, apartheid, negazione della memoria e cancellazione della cultura. È così che si consuma un genocidio, non solo nel corpo, ma anche nello spirito di un popolo.

Il mondo occidentale ha costruito la propria civiltà sterminando popoli, cancellando culture, spegnendo lingue. I nativi americani ne sono un esempio lampante, ma andando a ritroso la storia è piena di popoli annientati per fare spazio all’espansione coloniale. E la Sardegna non ne è immune. La nostra lingua è stata negata, la nostra cultura folclorizzata, il nostro territorio trasformato in servitù militare.
Decolonizzare il pensiero significa riconoscere che la libertà di ciascuno passa attraverso la libertà di tutti.
Che non basta la solidarietà a parole con la Palestina se non si mette in discussione l’intero sistema coloniale che ancora plasma il nostro presente. Significa prendere posizione, senza esitazioni, perché non esistono vie di mezzo tra la giustizia e l’oppressione.

Lorenzo Argiolas
Author: Lorenzo Argiolas

Promuovo libri, lingua e cultura sarda.